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MY FEET IS MY ONLY CARRIAGE

Passaggi di una vita "Asteche e ciel"

Prego: un fiorino

全 96 枚中 1 枚目

de luca vincenzo

職業
所在地
Vivo per affermare me stesso, la mia personalità...in un mondo che ci uniforma, mi sento intellettualmente sballato

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5月22日

Clothes

Non so spiegare realmente ciò che inizio a pensare, quando mi si stringe lo stomaco e la gabbia toracita vibra alle pulsazioni di un cuore a cui non è stato ancora concesso di riposare. Fremo all'idea di dover sempre ribadire che infondo ancora non sono riuscito a realizzare ciò che una media intelligenza mi spinge ad aspirare. Questo stato d'incertezza, che mi attanaglia, questa insicurezza amara da capire e difficile da nascondere, mi confonde nelle storie di una umanità alienata e condannata all'egoismo. Le persone sono tutte uguali, diverse sono le esigenze del momento, la serenità e il lamento, i vestiti che indossavi ieri, nell'armadio rappresentano i ricordi di chi ogni giorno prova a cambiarsi e confrontarsi con il tempo. A volte piove e sei contento di esserti portato l'ombrello per ripararti dalla pioggia. A volte il sole è troppo forte e lo stesso ombrello lo usi per non scottarti. Altre volte il tempo è mite e quell'ombrello faresti bene a lasciarlo nell'armadio dei ricordi. Certi giorni vorrei non avere ombrelli e assaporare la vita e tutto quello che mi rende. Bagnarmi di pioggia fino ad avere freddo, asciugarmi al sole guardando lontano arcobaleni da costruire, sudare sotto il sole cocente e rimpiangere la pioggia. Vorrei l'ingenua passione di scoprirmi nudo e non vestirmi, ma sono uguale a tutti gli altri. Mi vesto ogni mattina con uno sguardo alla finestra.
3月20日

Serrande Alzate

Il mio naso sulle tue palpebre
(serrande alzate)
che non sanno se chiudere
la bottega in cui le fate
hanno lo sguardo immoto
sul dormire che non giunge.

Il tuo fiato è un poco affannoso,
si disperde là
dove vagheggi chissà
quale fantasia perduta
o fiaba, raccontata
per avere il tuo sonno.

Dalle tapparelle un bel sole
riga di buonumore quel pulviscolo;
dentro sono avvinto e c'è amore
in groppi e batticuore: lo sentissi anche tu!

Il mio naso sulle tue palpebre
le sfiora appena
e sa non farsi notare:
fiuta forse il gusto d'arcano
del tuo trasognare
che oltrepassa ogni meta?

Metafisica è la tua intesa
con ciò che mi sfugge
e posso solo ammirare.
Molto fisica è la sorpresa
di averne prova...
ora che ho appreso a scrutare.

Lievemente il sole è calato
e un nuovo taglio estende quelle strisce ridenti;
dentro sono avvinto e c'è amore
in groppi e batticuore: lo sentissi anche tu!

La mia culla è meraviglia esplosa
non ti dondola ma avvolge e ammanta.
La mia culla è poesia ansiosa
di svelarmi quello che ti incanta
2月27日

Cerco a forza e me guardà...

Sinceramente aspetto le poche cose in cui riesco...del resto, spesso, protesto a me stesso, come se mi risultasse indigesto ogni gesto, e rimando a presto...il contesto non è altro che un pretesto...se non sono felice adesso ciò non toglie che possa esserlo appresso...Anzi, a volte credo che se smettessi di volerlo adesso, lo sarei di riflesso...cos'è? Abitudine all'amplesso? o ci credo veramente in questo passo, non passo, falso, sasso che non scende giù...se non nasci quadrato, o ti affidi al fato, o a chi è già inquadrato, che una volta si è sbagliato o spacciato per andato, e ti ha portato a dieci cm dal passato che sembra ormai passato...per cui omaggi all'omaggiato, che non ti ha ancora scartato, o scartavetrato fino in fondo...Chissà se fossi restato, a quest'ora cosa avrei realizzato...certamente sarei più preparato, addomesticato a questa logica assurda che mi vorrebbe incravattato e stirato...ovattato dalla commiserazione di chi si sarebbe accontentato...eppur si muove, sempre con vecchie suole, e vuole, fottutissimamente vuole il mio spirito volare, osare e cercare altrove ciò che qui non è dato manco di sperare...seguo sempre un solo canale, anche se non so se arriva al mare, ma mi impegno a solcare, per il solo gusto del navigare, dimostrare di saperci fare...sembrerà banale, una cosa normale da fare, ma prima di andare e non tornare, avrei ancora tante cose da imparare.    
1月4日

Serena confusione infondo al cuore

I matti,
con le loro storie astratte,
confondono le idee ai gatti,
 impettiti e attoniti,
 dei muri piatti di città,
 a cui si fissanno per ore,
 a parlare, urlare,
a prendere a botte.
La confusione è un rumore
 magico di cambiamento,
 è cristallo che si rompe
e sembra pioggia fine;
 è l'inizio di una fine,
 l'inizio di un continuo
 che ritorna come un'uccellino
 sempre a primavera,
allo stesso tetto,
 agli occhi dello stesso bambino.
E fu sera e fu mattino,
 nella mia testa un po di vino,
 e soli giganti che rimbalzano
 in un cielo con angoli di cornice
 mentre velieri in lontananza,
 maestosi e fieri,
 partono all'ignota avventura,
 solcando mari infiniti,
 ad arpionare mostri,
 a salvar principesse senza trono.
Tra erbe selvatiche
e profumi orientali,
i tuoi occhi in un orgasmo,
le tue unghie in un abbraccio,
le tue parole in un silenzio,
rotolano,
come in uno scatolone di cartone
dal quale, scalciandolo, escono fiori.
 
 
 
12月27日

Xmas Thoughts...leggermente in ritardo

I giorni volgono a raffica, e sembra che non riesca mai ad afferrarne tutti i momenti. Cerco allora di riassumerli, ma tirare le somme non è mai stato il mio forte. Sono come una boa, le onde mi scavalcano, mi agitano e mi spingono in basso, ma giusto il tempo di guardare giù, che torno sempre e comunque su, a pelo d'acqua. Vicino alle cose, alle persone, ai desideri, ma mai completamente immerso. Natale è tempo di resoconti, di nuovi propositi, e io non me la sento di darmene altri se quelli dell'anno scorso, sommati a quelli dell'anno prima, moltiplicati per quelli di una vita intera, sono ancora nella lista. Certi giorni credi di avere tra le mani uno strano congegno, con centinaia di fili colorati, viti e bulloni da stringere, e la paura di farlo esplodere, toccando il filo sbagliato. Non ho l'esuberanza di un tempo, la pazienza di chiedermi chi, se e perchè fa quello o quell'altro. Le persone hanno degli strani modi di manifestare le proprie intenzioni, ed anch'io. In un libro ho letto che esistono due modi di interpretare i comportamenti umani, uno di questi, è tipico dei filosofi, degli esteti, i quali tendono ad ampliare il campo visivo, ad aggiungere dei particolari, delle sfaccettature; l'altro modo invece è quello degli scienziati, che facendo appello alla loro razionalità tendono all'essenziale, e quindi a sintetizzare ogni cosa fino a trovarne una soluzione, per loro giusta. Entrambi sbagliati a mio avviso, perche i primi non avranno risposte esaurienti se non omnicomprensive, i secondi invece le avranno ma insufficienti o cmq soggette a confutazione. Non ho mai creduto che il mio cervello pensasse solo per mezzo di reazioni chimiche ed impulsi elettrici, ma allo stesso modo non posso pensare di trovare una risposta se la domanda è sempre troppo vaga. Per cui la logica che mi spinge a essere in un modo o nell'altro, ad accettare qualcuno, nonostante i suoi difetti, e trascurare altri, in certe occasioni è opportunistica: Sto bene allora vuol dire che vai bene; sto male allora vuol dire che andavi bene e ora non è più così; mi sei indifferente, vale a dire che per me non meriti o non provochi nessuna reazione esaltante, ma se proprio vuoi fare un tentativo, io non sono mai stato preclusivo con nessuno, manco col peggiore "zingaro 'e pagliaro". Ma sono gli altri momenti quelli che fregano, quelli in cui non riesci a fare delle valutazioni, quelli in cui ami tutto troppo, senza distinzioni. Ami la felicità di un momento felice, ami la tristezza per un addio, la paranoia per una preoccupazione. Ami tutto quello che ti distingue da una cavia da laboratorio, ami tutto ciò che cambia il tuo modo di pensare e vedere tutto, senza che nessuno te lo spieghi.  Beh, cari amici, per me quella è la vita vera, quello per me è il tram-tram che causa lo stress. Sono le emozioni che gusto fino in fondo, fino all'ultima goccia, perchè so già che mancheranno, a farmi sentire una parte del tutto che non ha una spiegazione, almeno non una soltanto.
Allora vorrei vivere come se ascoltassi le corde vibranti di un violino che fanno... Musica.
10月28日

Cinico TV

Si apre il telo rosso, la gente applaude e le luci si accendono. Entra il burattino e l'atmosfera si riempie d'interesse, l'attenzione si canalizza. Seduto sulle gambe di un ventriloco in smocking, che gli parla come ad un amico, che ride alle sue battute, è il principe della scena, il dominatore di ogni umore. L'uomo in carne ed ossa, provando per un'ora nel suo camerino davanti allo specchio, è pienamente consapevole che le battute sono le sue, i contenuti sono i suoi, la fatica e lo sforzo mentale li ha fatti lui, ma che la star è il pezzo di legno che ha tra le mani, mentre egli è solo una spalla, e cinicamente se la ride. La mascella inizia a serrarsi sotto lo sguardo attonito del pubblico e inizia lo spettacolo di racconti crudeli, storie di uomini goffamente umani e naturalmente comici. Applausi scroscianti, tutti ridono, anzi lacrimano, perchè quelle storie parlano soprattutto di loro, e, della propria tristezza e della propria crudeltà, giustamente è meglio ridere.
9月20日

Peanuts for tame monkeys

 BAH?!
 
Incastro di pelle,
 colpi e respiro,
 che è ubriaca e confonde.
qui anche l'aria brucia,
 il pensiero,
 un traguardo che non c'è.
 il significato
 in qualsiasi gesto
una parola
 un fremito
 il ritmo dei tuoi occhi
 diventa manifesto
 incomprensione
 assurdità.
 non serve voltarsi
non raccolgo la sfida
 sfida persa in partenza
 e sotto il battito del tempo
si frantumano gli sguardi
 sguardi che accecano.
 
(Sotto Pelle - Africa Unite)
9月11日

Mi fido di me

Restare in silenzio, astenersi da discorsi che sarebbe troppo complicato affrontare, non significa astenersi dal pensarci, non significa aver smesso di battere le dita sul tavolo mentre fissi un vuoto che non sai riempire. Non si tratta di tattiche, tantomeno di paure. Credo di essere una persona diversa da come ero un tempo; ho imparato a trattare le persone per quello che sono, senza preoccuparmi di essere sincero con tutti.  La selezione la faccio dentro, in coscienza, e non più faccia a faccia, ma non per questo mi sono arreso, anzi forse ciò che facevo prima era arrendevole. Ho visto le mie abitudini cambiare, le mie reazioni placarsi in un pugno stretto, rimanendo fedele a certe idee che forse continuano a distinguermi e di cui vado fiero, in barba a tante chiacchiere da casalinghe disperate. Ho incrociato sguardi fragili, e ho pensato che un sorriso sarebbe stato un bel regalo; senza stress, senza remore nè doppi fini, certe cose non costano nulla. Ma poi ho pensato che è meglio una certosina pazienza, all'indomita esuberanza di un tempo, consapevole più che mai di far parte solo della vita di chi mi accetta e sopratutto mi stima. Oggi ho messo un punto fermo ai miei progetti futuri, e so di stare rischiando, mettendo in discussione i miei studi, ma nonostante la scarica adrenalinica, so di essere stato saggio, oculato. Dentro questa "capa freska" si è acceso un phon, era pur ora dal momento che il mese prossimo fa un quarto di secolo che sto battagliando. Se non so cosa fare, voglio capirlo prima di agire; Mi fido di me e delle mie scelte, ma solo se gli indizii sono buoni, la risposta verrà da sè.  Ho giocato la mia carta, ho puntato senza azzardare, adesso attendo di vedere cosa hanno tra le mani gli altri concorrenti... e se hanno bluffato tanto di guadagnato.
8月31日

Il Richiamo del Naufrago

 
 
Naufrago, allo strenuo di forze da concentrare bene per tenersi ben legato ad una nave ormai relitto, strapazzato dai venti e dalla tempesta.
Hai perso troppo tempo, sventurato, sul legno fradicio che affonda, senza scialuppe nè contatti radio. Ora aggrappato all'ultimo lembo di prua, amico mio, non ti resta che affidare le tue speranze alla sorte, decidendo se lanciarti in acqua e nuotare incontro a chi ha ascoltato il tuo richiamo, oppure tenerti ancora più stretto alla nave che ti ha condotto alla deriva e sprofondare con essa, lì dove nessuno più ti verrà a salvare.
 
 
8月19日

Banchi di scuola

Lo sforzo di esprimere ciò che oggi mi sembra negato è la consapevolezza di poterlo raggiungere un domani. E' così bianco il cielo sopra le nostre teste che viene voglia di colorarlo. Sembra difficile, per certi versi impossibile, ma non lo è. Ricordo che scarabocchiavo sui banchi di scuola, marinavo mentalmente le lezioni proiettandomi in viaggi immaginari. Partendo da un dettaglio, giocavo a nasconderlo in figure più grandi e meno significative, per poi trasformarlo completamente, distruggerlo, cambiarlo per una semplice questione di tecnica, per un'esigenza armonica. Così i significati di ieri, le motivazioni e gli sforzi, si evolvono in figure più vaste, comprendenti nuovi significati, nuovi sforzi, che solo l'opera completa può conservare e restituire; Solo l'opera completa, l'amore per l'arte e la bellezza restituiranno dignità alle piccole opere quotidiane, perse e mai godute nel percorso funzionale di realizzazione del tutto, ma non per questo morte. 
8月3日

Dentro i miei vuoti

 
 
Impalcature spartitraffico,
fari alonati blu monossido
Due solitudini si attraggono:
tu chi sei?

Come due intrusi che sorvolano
le tangenziali dell’intimità
Fiutando diffidenze e affinità.
Resta qui!

Se c’è un motivo trovalo con me
Senza ingranaggi senza chiedere perché.
Dentro i miei vuoti puoi nasconderti,
Le tue paure addormentale con me.
 
Se c’è un motivo.


7月22日

...GeT LooSe...

Ehi tu...ce l'hai con me?
Parli con me?
 
Chiama...Io non posso!
 
 
 
 
 
 
 
7月4日

the way I am

 
 
Sono il vento delle parole che non si diranno mai, i deserti della mia vita su cui edificare, i progetti che prendono forma e che mi fanno sperare di avere qualche soldo in tasca domani.
Sono la ricerca dell'equilibrio senza sacrificare l'instabilità.
Sono l'asfalto da percorrere per nuove mete, la distanza che separa ieri e domani, la base, il trampolino per uno slancio ulteriore non ancora raggiunto.
Io sono il buio, la verità celata.
Sono le emozioni nascoste, le sensazioni taciute, i pensieri scacciati.
Sono l'imbarazzo dei ricordi, l'agitazione ad un commento, l'ipocrita definizione per salvare la faccia, il logico rifiuto, la ragionevole scelta sbagliata.
Sono l'ironica visione del mondo, un sorriso che crea interesse, il comico dalla morale pungente, un accanito scopritore dei significati.
 
 
 
Sono il tutore responsabile della mia Pampa, nonostante i guai che combina.  
Sono l'amico che, come il Bostik, unisce e non tradisce MAI, il viaggio spensierato in 5 in macchina per 800 km, la telefonata che smaschera la nostalgia. 
Sono il più giovane della compagnia, il più inesperto, il più attento.
Ciò che resta del mio passato non è trascurato, sono vecchio nei sentimenti, rassegnato alla precarietà, consapevole di non poter dare nel gioco dell'amore, se non paranoie e miriadi di discorsi che non sanno rimanere inscatolati nella coscienza.
I miei silenzi parlano e si spiegano da soli.
Assomigliano a tante vite che si raccontano, braccia che si accontentano e non si espongono al rischio del mio rinnovato spirito libero, restando briciole di grano che non sarà mai pane.
 
 
 
 
Io sono il mare che porta via, un granello alla volta, l'ultima spiaggia, l'ultimo attracco.
Sono Io, impermeabile scuro e la valigetta piena di antitetanici, mentre percorro le montagne di ferro arruginito che si interpongono ai miei passi.
Sono il sipario rosso di un teatro vuoto, l'immagine finale per certi aspetti simile a quella iniziale, l'ultima scena di un film intrecciato e appassionante, ma con un finale fatalmente drammatico.
Sono io il sicario spietato di una nuova estate.
 
 
 
 
Io sono il dubbio che ancora raffiora, la maledizione degli eventi, la lotta per la sopravvivenza, la fame di sesso.
Sono la tempesta passata, la paura del futuro che incalza, la spirale di pensieri che porta giù.
Sono l'assenza che crea malumore, l'illusione in un momento di debolezza, l'immagine da godere e poi scacciare, il motivo per arrendersi o per continuare a lottare.
Sono la metamorfosi, l'evoluzione, sono il viaggio.
 
 
 
 tutto questo ha un prezzo..."o pago io o paghi te"
 
6月27日

...the cool over me...


Io vengo dall’errore, uno solo, del tutto inadatto al volo...
E anche se vedo il buio, così chiaramente
Io penso la bugia affascinante e non mi accorgo che so respirare.

6月19日

Alba Meccanica

 
 
Caldo, asfissiante e denso,
pale da soffitto a tagliarlo
in ombre zebrate,
come immagine ipnotica,
e vorticose sensazioni
da accarezzare e tenere strette.
"Cosa dicono i suoi occhi?"
si chiede lo specchio incredulo,
quanto sincero
nell'esprimersi in silenzi.
Ancora rotola in lenzuola
umide di belle serate,
tra le braccia di chi
ha riconosciuto il suo profumo
e vuole lasciarsene un po' addosso,
almeno per una notte.
Alba su autostrade deserte,
mille bolle in mezzo agli occhi,
ad allungare giorni di delirio,
come un ladro che scappa
e porta via, lontano,
una refurtiva ignobile
abbandonata già prima di arrivare.
 
 
6月8日

Riassunto della settimana

 
Filosofia Politica:
30
Song o cchiù tog...
 
E sì, lo so che è stata l'ennesima botta di culo, ma che volete farci...dopotutto che avrei dovuto fare, rifiutare? E' una settimana e più che non aggiorno questo space, ma cari amici oltre all'esame e una capata a terra giocando a pallone che mi ha fatto stare per tre giorni tutto stonato come se avessi fumato, non è successo niente. Cioè proprio niente no...sono partito martedì sera per Napoli con l'intenzione di comprare i biglietti per la trasferta di Genova (a proposito ansiomentro a palla!) e invece ho desistito con molta disinvoltura e ho approfittato per partecipare ad una serata indimenticabile con gli amici di Mauretto, su un attico dietro piazza del Plebiscito, con tanto di terrazza panoramica, musichetta serie A, e ovviamente tavolino super farcito. Sono tornato mercoledì pomeriggio con le meglio capate, come ho detto a Spenko nella famosissima telefonata (Io stonato da una parte e lui dall'altra) stavo come un usato che vale zero. Si è perso Giovanni "La Clava" (il mio compagno di stanza), nel senso che sono tre giorni che non si vede e sembra strano dal momento che non abbandona mai la caverna, manco per correre appresso alle ragazze. Io e Mauro, con la casa praticamente libera, stiamo tutti sbracati e ogni qual volta passiamo davanti alla finestra urliamo come pazzi: "Forza Napoli" e cose simili (quando il caldo dà alla testa). Sto studiando un po' di Spagnolo, l'esame lo si tenta, ma io non ci riporrei troppe speranze, perchè è scritto, scripta manet e nun se po pezzuttà niente.
 
No se puede pezzottar? Ahi ahi ahi!
 
5月29日

Io sto bene

è una questione di qualità
o una formalità
non ricordo più bene...una formalità


come decidere di radersi i capelli
di eliminare il caffè, le sigarette;
di farla finita con qualcuno
o qualcosa...una formalità
o una questione di qualità
io sto bene...io sto male
io non so come stare, io non so dove stare


non studio, non lavoro, non guardo la TV
non vado al cinema, non faccio sport
non ho arte...non ho parte
non ho niente da insegnare


è una questione di qualità
o una formalità
non ricordo più bene, una formalità

5月28日

Chi vò mal a Tinotino è propt nu Caino

Non sono mai stato razzista, ma non posso permettere che dei Veronesi di merda...senza palle...gente ignorante che alza la cresta solo se sono in superiorità numerica...cacca giallo blu...che pende dalle labbra di Borghezio, che si vede lontano un miglio che non scopa...Bossi che ce l'ha duro e se lo ficca nel deretano alla foce del Po...mentre le loro mogli passano in rassegna il meglio del pesce fresco napoletano, per questo cornuti da generazioni...attentino all'incolumità di FRATMO TINUCCIO, la persona più tollerante e tranquilla dell'universo.
Fatemi un favore: ergete un muro intorno alla vostra città del cazzo e non vi sporgete nemmeno per guardarci oltre. Abboffatevi di Pandoro, che fa più skifo di voi e morite nella vostra diarrea, Lote!
BASTARDI
mettetevelo in testa: Nessuno è come Noi!
Non vi invidiamo, anzi nun ve cacamm proprio.
Siete niente e chest tenit e bell!
 
e se ancora non ve ne siete resi conto...
Giulietta è una Puttana!
(e Romeo frocio)
 
 
 
Voglio commenti
Parola d'ordine: Verona Merda!
5月23日

"Ho creduto la chimica un possibile cavalcavia"

Calma apparente, soggiacente il corpo statico, le dita ferme e il cuore a tamburellare la sua venuta. Chi? La regina africana! 
"Vesto semp eguale...nun so mai crisciut", e di gente matura e pronta a spiegarti l'esistenza, ad indicarti la strada, ne ho fin sopra quel che resta dei miei capelli. Sono nauseato da tutte quelle persone che mi chiedono di lasciarmi andare, presentandosi a mani vuote, con interessamenti insipiti e frasi da bacio perugina. Mi tengo troppo in considerazione per concedermi a voi, anima e corpo, e sono troppo incazzato, col cuore stile Monty Burns, per pensare "sì dai, infondo che ti han chiesto di male!". L'affinità è elettiva, e il gioco delle volontà, dei contentini a chi manifesta attenzione, l'ho sempre odiato. L'amore è un sentimento infantile, ci rende piccoli e impacciati, i vostri discorsi da quarantenni, invece, lo fanno sembrare un progetto meccanico, studiato nei minimi particolari, con imput e output, studiati a priori. E mi sottovalutate pure se credete che non me ne renda conto.
A belle...
5月21日

Mi ami?

Un'erezione,
 un'erezione triste
per un coito molesto,
per un coito modesto,
per un coito molesto.
spermi,
spermi indifferenti
per ingoi indigesti.
io attendo allucinato
la situazione estrema,
un grande sogno nitido
chiedendo alla tua pelle
con dita di barbiere
una amorosa quite,
sfiorarti come a caso
con aria imbarazzata,
atmosfera pesante
elogio alla tensione
tranquillità assoluta
un rapimento
 una estasi
su un punto delicato.
questa non è una replica
facile e leggera,
non è una mossa tattica
l'affinità è elettiva
orfana di futuro
disturba i progetti
rapisce la quiete
svela i conti in sospeso
accarezzati in sogno
in un tempo spezzato
che gira rigira
 torna all'inizio
non vuole finire,
 mi ami?
smettila di parlare avvicinati
smettila di parlare avvicinati un po'...

Regina

I tuoi occhi
sono gocce di lava
che si incendiano
in neri sguardi
e spaventose tentazioni.
 
La tua pelle
è terra d'Africa,
agognato orizzonte
che riflette antiche stelle
e speranzose lune.
5月12日

She is Raffa!

Dopo circa due ore di estenuante attesa a piazza Trilussa, che per la sua patologica imbranatagine è risultata il posto più inaccessibile di Roma, con l'attenuante del traffico, è arrivata Raffa.
Che tipaccio, ragà, mai conosciuto una persona più assurda di Lei. Per iniziare è passata su ponte Sisto, e io lì fermo come un cojone da circa venti minuti, con un intossicazione da monossido di carbonio che mi aveva già alterato la mente, e non mi ha visto. "Raffa....Raffa.....RAFFAAAAAAAAA!". Non riesco ancora a capacitarmi del fatto, che senza forzature, è proprio così, come appare da msn, per la gioia del Pagliaccio, fan fedelissimo e appassionato (Ciccio, mo che sali a trovarmi te la presento). Senza la minima inibizione, è partita a RAFFYca con le sue storie di ordinaria follia, che evidenziano uno status mentale da ricovero. Non sarò quindi solo nella clinica psichiatrica, il che mi tranquillizza (Ci spartiremo fino all'ultimo psico farmaco, te lo assicuro). Ma la cosa "ecceziunale veramente" è stato il passaggio a casa che mi ha dato, nella sua Polo verde (Paolo Verde), con bauletto affamatissimo che mi metteva una certa ansia, più della sua guida da "Schumacher in gonnella" come ella stessa l'ha definita. Fortunatamente abbiamo incontrato le buon samaritane di turno a cui, capita la situazione, ho dovuto far presente che Raffa alla guida è diabolika, e loro credo abbiamo compreso appieno le mie preoccupazioni, tanto è vero che ci hanno trattato come dei cerebrolesi. Cmq bella serata, tranquilla, con una persona simpaticissima. Non sono riuscito a capire se era del tutto presente, ma vabbè di questi tempi, la perdoniamo.
 
P.S. Volevo chiudere il Blog, ma per non portarmi sulla coscienza la mia nuova amica, ho deciso di rinviare (quindi miei assidui e spesso inopportuni lettori ringraziatela).
P.S. 2 La vendetta. Peccato per Ciro che non sa che pariata si è perso.
5月7日

Cronache di un Vano Tentativo Escapologico

Sto studiando da stamattina alle dieci e ho le pupille che mi girano sotto la retina come vecchi giradischi senza puntina. Questa casa è una fogna: C'è una strana sostanza sul pavimento e ogni volta che mi ci appiccico ho paura che mi inghiottisca; un puzzo assurdo di latte andato a male, che dopo quattro giorni siamo riusciti a capire da dove proveniva. Si era creato un microcosmo batterico in una tazza. La sua evoluzione, il suo maleodorante fermento, è durato troppo poco, per l'intervento del Demone castigatore del neonato universo, che non si è premurato nemmeno di separare i buoni dai cattivi e ha condannato tutti a marcire nella pattumiera per l'eternità. Fine del mondo-micro!
Non resisto devo assolutamente farmi un giro, reciclare i pensieri, formattare la coscienza. Non so come faccia a cadere in paranoia. Forse sarà perchè il tempo passà, mentre io ancora non ho deciso cosa voglio dalla vita? Eh...Troppo semplice! Forse perchè a 24 (quasi 25) anni sento l'esigenza di fare il salto nell'essere (jump in being) di cui parlano i filosofi dalla notte dei tempi? Eh...troppo complicato! L'unica cosa che vorrei in questo momento è passare avanti con le lancette di dieci anni, dare una sbirciata e ritornare indietro. Sicurezze ce ne sono sempre meno, e ogni qual volte provo ad assumerne qualcuna, si risolve tutto in un ascendente illusione e una discendente delusione. Il percorso mentale è simile al tracciato di un elettrocardiogramma che tende a diventare piatto.
Per strada c'è traffico, c'è colore, c'è dinamismo. La scena sembra contrastare col piattume di un rigo fa. Ma se osservo tra le varie sfumature di colore della pelle, mi accorgo che c'è qualcosa che ci uniforma sotto una universale necessità di uscire fuori da questi stati d'animo che ci caratterizzano purtroppo. Siamo fuori perchè cerchiamo solidarietà in una massa precaria, cresciuta dietro uno schermo televisivo, foriero di un benessere apparente, ipotizzato, creato e venduto a fini lucrativi, da anonimi impiegati, ignari della loro devastante funzione appiattitrice...Uff, sono riuscito ad esprimerlo!
Entro in un negozio di libri usati. C'è il classico odore della carta ingiallita. Fino a qualche anno fa pensavo fosse la puzza della cacca delle termiti. Immaginavo eserciti ben schierati di insetti che saccheggiano di notte vecchi libri, facendosi delle vere e proprie scorpacciate di cultura, che come al solito finiva nel cesso; in questo caso, nel cesso delle termiti, e non so se è peggio. Oggi adoro quell'odore, mi ricorda una scatola che mi ha regalato mia nonna in cui sono conservate tutte le foto della sua vita: di lei, di mio nonno, di mio padre e dei suoi fratelli. Immagini sbiadite, gente partita per la guerra e chissà se è più tornata, volti cotti al sole, mani grandi e dure, come quelle di mia nonna. A volte apro quella scatola per sentire quell'odore di vecchio, e ogni volta finisce che mi intrippo a immaginare come sia stata la vita di quelle persone in bianco e nero. In quella scatola c'è la mia storia, quella di mio padre e dei suoi genitori, è la storia di mia nonna. Lo ricordo come fosse ieri, una vecchia contadina ossuta che mi rincorre con la scopa nella sua cucina, mentre giro intorno al gigantesco tavolo con la bici. La cucina di mia nonna era grande quanto tutto l'appartamento dove vivo. Abbiamo recuperato spazio, è vero, ma ci siamo persi qualcos'altro. Ne ho un ricordo vivissimo, eppure quando è morta non ho versato una lacrima. Ricordo che fissavo lo sguardo di mio padre, impassibile, quasi rassegnato al ciclo della vita e della morte. Tante volte mi sono chiesto: perchè la morte di una persona che mi ha dato così tanto, non mi ha sconvolto, mentre invece quando la mia ex mi ha lasciato sono rimasto per giorni nella mia stanza con la testa tra le mani? Perchè se non sei figo, se non hai la ragazza che gli amici ti invidiano, se è lei a lasciarti senza che sia tu a tradirla, sei un emerito cojone; se invece non dai la stessa importanza a chi ha speso la sua vita per vederti sorridere, sei sulla buona strada per affermarti in questa bella e moderna società. Meledetta televisione e maledetta Maria De Filippi.
Mi perdo tra gli scaffali, i volumi incastonati tipo tetris e i fumetti erotici anni 70 per collezionisti. Strano a dirsi ma non ho ancora letto il titolo di un libro. Quell'ambiente mi ha catturato a tal punto i sensi che prendo un libro, un altro e poi un altro ancora, ma sono come distratto dagli odori e dalla musica anni 60 stile Fiat 500, minigonna e fatti mandare dalla mamma. Mi giro per chiedere di qualche autore al commesso e ritrovo Due di Due di Andrea De Carlo. L'ho letto pochi mesi fa e ancora mi ci ritrovo parecchio. La storia dei due amici che rappresentano alla perfezione le due faccie della medaglia della mia personalità, sembra riassumere il percorso escatologico di tutto il pomeriggio. Non sono il massimo a raccontarmi ultimamente, lo ammetto, ma sono anche stanco di essere amico di tutti e di nessuno. Ho precluso una parte di me a tutto il resto del mondo, che è poi quella che mi vergogno di essere realmente. Non so dire se il mio agire è costruttivo o se invece finisce di abbattere quel poco che avevo tirato su. Resta il fatto che, secondo un ordine del tutto casuale, in certi giorni riesci a scansare il fosso, con la percezione di essere andato oltre; pomeriggi come questo, invece, ti ricordano semplicemente che non sei caduto più in basso.
4月30日

Giorni d'inquietudine

Gesti e conseguenze
scorrono sulla pelle calda,
come pioggia fine
nel pallido sole primaverile.
 
Pungono senza ferire
la carne insensibile
che imprime la sua orma
nel tanfo di terriccio umido.
 
Lungo l'immaginario orizzonte,
sagome giganti filtrano
ombre pesantissime.
 
Inutile cercare risposta,
quando senza domanda,
è scialbo l'andare lento
di tristi giorni d'inquietudine.
 
4月28日

Giornata Psicologica Mente Impossibile

Studiare studiare studiare es la consigna!
Eppure non è ancora possibile. Ti alzi dal letto e inciampi in un paio di scarpe, mentre una maglietta ormai da lavare ti rimane impigliata sul piede.
Ok, non sono ancora sveglio ma almeno mi sono alzato, il che è un gran risultato.
 Noooo, la cucina è uno schifo, manco il caffè si può fare, cioè si potrebbe fare ma nun è cosa, se pigliano e malatie!
Scendo a fare colazione al bar, sicuro, poi risalgo e studio.
Ottima idea solo che al ritorno già non si sta capendo niente, stereo a palla con i CCCP.
Olhlà, c'è qualcuno che si è armato di buona volontà e sta ripulendo, chi cammina mezzo nudo per casa e non è manco l'una e già ci sono le prime visite.
Wagliùùù o burdell!
Non è colpa mia...Io vorrei ma non posso. Passami sta canna, ya, e poi lasciatemi studià!
 
 
"Gia' dalla mattina che ti alzi c'hai la prima paranoia
Se ti spari subito una canna rullala con gioia
Muoviti!C'e' bisogno di sgobbare..questa casa e' un delirio totale
Ruba, piglia, sciacalla, fai di tutto per mantenerti a galla 

Qui non ho nessuno a controllarmi ma non faccio pulizia
E' tanta la paura di annoiarmi che mi cerco compagnia
In India mi vado a ritirare ma ho bisogno di un passaggio sicuro
Spostati, chè mi stava per sgamare...Ok, non mi ha visto, che culo!

Tutto sotto effetto del fumo
Tutto sotto effetto del fumo
Basta, se guardo in avanti la devo finire"
 

amo